Equinozio di primavera
I Borbone a Pompei ed Ercolano
Jean-Baptiste Willermoz
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L’Equilibrio Ermetico: Microcosmo e Macrocosmo nella Tradizione Massonica
Introduzione al Principio Fondamentale
Nel cuore delle tradizioni esoteriche antiche, il principio ermetico “Come sopra, così sotto” rappresenta un pilastro filosofico che unisce il visibile all’invisibile, il materiale allo spirituale. Tratto dalla Tavola Smeraldina attribuita a Ermete Trismegisto, questo assioma suggerisce che l’universo (macrocosmo) è un riflesso perfetto dell’individuo (microcosmo), e viceversa. Non si tratta di una mera analogia poetica, ma di una legge operativa: ciò che accade nei piani superiori del cosmo si manifesta in quelli inferiori, e le trasformazioni interiori dell’uomo possono influenzare l’ordine universale.
Questo concetto, radicato nell’ermetismo egiziano e greco, ha permeato filosofie successive, dall’alchimia rinascimentale alla kabbalah, enfatizzando un’armonia dinamica tra il divino e l’umano.
In termini pratici, l’equilibrio tra microcosmo e macrocosmo implica che l’uomo non è un’entità isolata, ma un “universo in miniatura”. L’individuo, potenzialmente, racchiude tutte le forze cosmiche, ma solo attraverso un lavoro interiore – una “grande opera” alchemica – può realizzarle. Questo principio non è statico: richiede un flusso costante, un ponte che colleghi i due mondi, permettendo la trasmutazione del piombo (la materia grezza) in oro (la coscienza illuminata).
La Massoneria, come scuola esoterica per eccellenza, ha assorbito e codificato questi principi ermetici nei suoi rituali e simboli, trasformandoli in strumenti per l’elevazione morale e spirituale. Non è un caso che la fratellanza massonica sia stata influenzata dalle tradizioni ermetiche e rosacrociane: i suoi fondatori, nel XVIII secolo, attinsero da un patrimonio antico per creare un sistema che insegna l’unità tra l’uomo e il cosmo.
Il “Come sopra, così sotto” si manifesta nei gradi massonici, dove il tempio della loggia rappresenta il macrocosmo – con il suo soffitto stellato simboleggiante l’ordine celeste – e il candidato incarna il microcosmo, sottoposto a prove che rispecchiano le dualità universali (luce/ombra, bene/male).
Un simbolo particolarmente evocativo è l’asta del Maestro delle Cerimonie, che funge da axis mundi: un ponte verticale che collega il pavimento mosaicato (la terra, il caos materiale) al cielo stellato (il divino, l’armonia cosmica). Attraverso i movimenti rituali, il Cerimoniere non solo dirige i fratelli, ma incarna il flusso ermetico: l’energia discende dall’alto per elevare il basso, realizzando l’equilibrio tra micro e macro.
Questo riecheggia l’antico assioma neoplatonico dell’“Unità”, dove tutte le cose sono una e le corrispondenze simboliche rivelano l’interdipendenza universale. Nella Massoneria, tale principio si traduce in un invito all’azione: il “lavoro” per sgrezzare la pietra grezza (l’io egoico) riflette la creazione cosmica, dove Dio modella l’universo dal caos primordiale.
Inoltre, la Massoneria estende questo ermetismo a un’etica fraterna: l’amore universale non è reciproco e limitato, ma asimmetrico e inclusivo, come il flusso tra alto e basso.
Nel XXI secolo, questo principio ermetico-massonico assume un valore profetico. In un mondo frammentato da divisioni sociali e ambientali, il “Come sopra, così sotto” ci ricorda che le disarmonie interiori (microcosmo) generano caos esterni (macrocosmo). La Massoneria, come custode di queste verità, invita a un “lavoro” collettivo: attraverso tolleranza e solidarietà, possiamo ristabilire l’equilibrio, trasformando l’umanità in un tempio vivente.
Ma attenzione: l’uomo è solo potenzialmente il microcosmo del macrocosmo; deve attuarlo con volontà, evitando illusioni di separazione.
Il principio ermetico non è mera speculazione, ma una chiamata all’unità. Nella Massoneria, l’asta del Cerimoniere simboleggia questo ponte eterno: collegando alto e basso, micro e macro, ci eleva verso la “cosa unica” – l’armonia divina. Che questo sia un invito a riflettere e agire, come fratelli sparsi sulla superficie della terra.
Il Cammino verso la Luce di George Washington
di Almerindo Duranti
3 marzo 1753 , nella ‘Loggia Fredericksburg n. 4’ in Virginia, un giovane e promettente George Washington compiva un passo decisivo nel suo percorso iniziatico, venendo passato al grado di ‘Compagno d'Arte’. Se l'Iniziazione rappresenta la semina, il Secondo Grado è per il Massone il momento dell'applicazione: il passaggio dal lavoro grezzo alla precisione della squadra. Washington non divenne solo il "Padre della Patria", ma incarnò perfettamente l'ideale del Compagno che esplora le Arti e le Scienze per edificare un tempio non solo interiore, ma sociale. È emozionante pensare che l'uomo che avrebbe guidato un esercito e una nazione, si trovasse allora a riflettere sul significato del lavoro e del sacrificio tra i suoi Fratelli, sotto l'occhio vigile del Maestro Venerabile. Fra i tanti, di lui voglio ricordare questo singolare aneddoto: Si racconta che durante la Guerra d'Indipendenza, le truppe americane catturarono un convoglio britannico. Tra i beni sequestrati fu trovata una cassa appartenente a una Loggia militare inglese (la n. 18 sotto la Costituzione d'Irlanda), contenente i paramenti, i registri e la Bibbia della Loggia. Invece di trattarli come bottino di guerra o trofeo, Washington dimostrò la sua statura di Libero Muratore: ordinò immediatamente che la cassa venisse restituita ai "nemici" britannici sotto una guardia d'onore. Il motivo? Per Washington, l'appartenenza alla Fratellanza superava i confini del conflitto politico. Quando i soldati inglesi ricevettero indietro i loro simboli sacri, rimasero sbalorditi dal gesto di nobiltà del Generale nemico. Un promemoria eterno che, anche nel fragore della battaglia, la Squadra e il Compasso tracciano confini di rispetto che nessun cannone può abbattere.
Intervista a Giovanni Maria Flick
Il video dell'intervista alla sezione "Le interviste"
................da leggere
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